lunedì 3 settembre 2007



















Polenta, polenta e polenta....un cibo semplice e povero. Un alimento che nelle mense contadine non mancava mai. Così anche nella mia famiglia, contadini da generazioni, c'era sempre.
Bianca! Rigorasamente bianca, il mais era raccolto a mano ( che scoperta), le pannocchie per la famiglia venivano scelte con cura e messe in un luogo asciutto, lo mandavano al mulino a mano a mano che serviva la farina.
Il mais giallo era tutto destinato agli animali.
Per 15 anni (forse anche più), ho visto polenta tutte le sere; ad una certa ora della sera quando gli uomini erano a buon punto con i lavori nella stalla le donne si radunavano in cucina e iniziavano a preparare la cena. La polenta era diventata un rito, toglievano i cerchi al centro della stufa vi incastravano la caliera riempita d'acqua, aggiungevano un pugnetto di sale e ravvivando il fuoco la portavano all'ebolizzione. Sulla tavola a fianco, già pronti per l'uso, la quantità necessaria di farina ed il mestolo. E' stato facile imparare, da piccola aiutavo solo a mescolarla, mi ricordo che la stufa era gigantesca e faticavo ad arrivare al paiolo. Le braccia troppo vicine alla piastra e si arrossavano spesso perciò mi mettevano davanti una teglia d'acqua fredda.
La polenta si doveva mescolare spesso, se entrava il nonno e vedeva che davanti alla stufa non c'era nessuno brontolava sempre. Poi ho imparato a versare la farina: il mestolo nella mano destra per agitare un po' l'acqua bollente, la farina nella mano sinistra da versare piano piano.......semplice no?
Polenta, polenta e polenta......cibo amato e odiato......e arrivi ad un punto che desideri altro, verresti cambiare, provare cose nuove e....soprattutto, non avere più quell'impegno giornaliero. Fu così che le donne di casa si coalizzarono e, prima salturiamente poi sempre più spesso, iniziarono ad acquistare al mattino una quantità di pane maggiore calcolando delle pagnotte in più per la cena.
Ora non è presente tutte le sere, ricompare per accompagnare il sugo di un galletto di cortile, un coniglio arrosto, della selvaggina.....o quando non sai cosa cucinare e pensi di accontentare tutti con un tost furlan.
Oh! Oh! Quanto ho scritto, volevo solo spiegare la scelta di "polenta e zucchero" ma mi sono persa nei ricordi......però, non mi dispiace.


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